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Castellanza
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mwiaCastellanza (mwiqCastelànza in mwigdialetto locale, mwiwmwjaAFI: /kasteˈlantsa/) è un mwjgcomune italiano di mwjw13 885 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Varese in mwlqLombardia. Si fregia del mwlgtitolo di città, concesso con decreto del Presidente della Repubblica in data 4 gennaio mwlw1974.
Contents
• Clima
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Eventi
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Castellanza è l'ultimo comune della mwngValle Olona, a sud delle mwnwPrealpi Varesine, e si trova al centro della conurbazione che comprende mwoaBusto Arsizio, mwoqLegnano e mwogOlgiate Olona, a cavallo del confine con la mwowcittà metropolitana di Milano. È attraversato dal fiume mwpaOlona, che taglia in due parti il territorio comunalecite-ref-4[4].
La pianta della città è caratterizzata, da due nuclei storici: Castellanza e Castegnate, posti sui due lati della valle, e segnati da una rete di vie parallele che portano all'mwqgOlona, in corrispondenza degli antichi mwqwmulini. Castegnate è il borgo di Castellanza ad est del fiume mwraOlona, detto anche in mwrqlombardo occidentale mwrgin giò. Le vie Borsano, Giusti, Brambilla (dal lato di Castellanza), Gerenzano, Moncucco e Nizzolina (dal lato di mwrwCastegnate) sono i vecchi percorsi che scendono al fiume.
Fa inoltre parte del territorio comunale una porzione dell'insediamento denominato mwsqBuon Gesù, nato attorno all'omonima mwsgcascina del mwswXVII secolo, originariamente conosciuta come "mwtaCascina Selva Longa" e nel mwtqXIX secolo come "mwtgCascina delle Corde" e "mwtwCascina Cagnola" ("mwuaCassina Cagnoeula"). Buon Gesù è al confine fra tre comuni, Castellanza, mwuqBusto Arsizio e mwugOlgiate Olona, lungo la mwuwStrada statale 33 del Sempione.
Clima
Secondo la mwwaclassificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/Gcite-ref-5[5]. Situata nell'alta mwxqpianura padana, Castellanza ha un clima di tipo continentale con mwxginverni freddi con molte giornate di gelo. La mwxwnebbia è principalmente diffusa lungo l'Olona. Le mwyaestati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le mwyqtemperature, in tale periodo, possono superare i mwyg30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato mwywafa. Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Castellanza, come del resto gran parte della mwzaPianura Padana, soffre di scarsa ventilazionecite-ref-6[6]. L'mwaqumidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le mwagpiogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della mwawnebbia.
Storia
Età antica
L'origine della frazione di mwcqCastegnate è riconosciuta essere inserita nell'areale culturale dei mwcgCelti insubri, come testimonia il toponimo con la tipica desinenza al genitivo in mwcw-ate. L'integrazione fra mwdaCelti e mwdqRomani è testimoniata dai resti di una mwdgnecropoli mwdwgallo-romana con reperti ascrivibili tra il mweaI secolo a.C. e il mweqI secolo. Tracce di epoca romana, ancora del mwegI secolo, indicano la presenza di un insediamento rurale, probabilmente gravitante intorno a un nucleo più importante, forse il mwewvicus di mwfaLegnano. Parecchi di questi reperti sono conservati tuttora nel mwfqMuseo civico Sutermeister di mwfgLegnano. Da Castellanza passava la mwfwvia Severiana Augusta, mwgastrada romana che collegava mwgqMilano con il mwggVerbanocite-ref-cita-autori-vari-p16-7-0[7]. La strada giungeva alla moderna mwhwCastegnate, frazione di Castellanza, dove attraversava l'Olona grazie a un ponte spostandosi dalla sua sponda orientale a quella occidentalecite-ref-cita-autori-vari-p16-7-1[7]. Superata Castegnate la via Severiana Augusta, dopo aver attraversato il ponte sopramenzionato, passava per la moderna Castellanzacite-ref-cita-autori-vari-p16-7-2[7]. Da un punto di vista amministrativo, l'antica Castellanza faceva parte della mwkamwkqregio XI Transpadana.
Medioevo
Per buona parte del Medioevo il territorio fu parte del Contado del mwlaSeprio. La prima testimonianza documentale di mwlqCastegnate risale al mwlg1045. Si tratta di documento firmato da mwlwEnrico III il Nero che conferma ai monaci di S. Dionigi il possesso di vari territori, tra cui quello di mwmaCastegnate. In seguito i De Cuticis o Cuttica, figurano come proprietari dei territori di mwmqCastegnate in alcuni trattati di pace firmati tra il mwmg1240 e il mwmw1310 durante la guerra tra i mwnaVisconti e i mwnqTorriani di cui la famiglia Cuttica, mwngGuelfa, era alleata. Con la vittoria definitiva dei mwnwVisconti nel mwoa1314 le proprietà di mwoqCastegnate vennero tolte ai Cuttica.
Castellanza, invece, costituiva probabilmente una fortificazione costruita presso due paesi denominati Cogorezio e Sponzano e successivamente assorbiti in un'unica entità almeno dal mwowXV secolo. La prima notizia di Castellanza risale al mwpa1361, in una pergamena presso l'archivio di mwpqBusto Arsizio relativa a un lascito testamentario di una rendita a un prete che vi risiede.
Entrambe le località furono assorbite nel mwpwDucato di Milano nel mwqaXIV secolo.
Età moderna
Nel mwqw1572 si ha traccia della visita di mwraSan Carlo Borromeo a Castellanza, facente parte della pieve di mwrqBusto Arsizio che riporta l'esistenza di cinque chiese: San Giulio, San Simeone, Santo Stefano, San Giorgio e San Bernardo. Nel mwrg1603 gli abitanti adulti di Castellanza erano 475 e la fonte di reddito prevalente era l'agricoltura, frumento e vite. La peste colpì duramente Castellanza nel mwrw1630, sopravvissero solo 500 anime alla catastrofe. La cappella dedicata a mwsaSanta Liberata testimonia l'avvenuta liberazione dall'epidemia. La cappella sorge in mwsqCastegnate in un terreno già di proprietà dei marchesi Daverio che contribuirono anche a finanziarne la costruzione.
A partire dalla fine del XVII secolo, i territori di Castegnate e Castellanza seguirono sorti diverse, i primi nelle mani dei Daverio e i secondi in quelle dei mwswCrivelli.cite-ref-1222-8-0[8] Nello specifico, da un lato, nel mwua1691 il feudo di Castegnate venne venduto dai governatori spagnoli a Simone Daverio, sposato con Angela Cuttica. Nel mwuq1753 Giovanni Battista Daverio dovette però rinunciare al fondo che venne poi rivenduto a Francesco Guaita nel mwug1755. Dai Guaita, il feudo di Castenate passò poi ai Piola e, da questi, ai Prandoni.cite-ref-1222-8-1[8] Dall'altro lato, sempre nel mwvw1691, Castellanza venne acquistata da Giovanni Battista Crivelli e al termine della discendenza del feudo venne investito, nel mwwa1748, il marchese Carlo Cornaggia. Alla fine del mwwqXVIII secolo viene edificato il Palazzo Brambilla, sede del municipio dal mwwg1921.
Età contemporanea
Nel mwxq1845 sorge il mwxgCotonificio Cantoni, cui seguirono Cotonificio Francesco Turati (1875) e l'industria meccanica Pomini (1886). Nel mwxw1888, la ditta Turati è rilevata dalla Manifattura Tosi, che, in località Garottola, costruisce un secondo stabilimento adibito al candeggio. Un nuovo Comune fu costituito il 1º maggio mwya1869 tramite la fusione dei comuni di Castellanza e mwyqCastegnate Olona, in rappresentanza delle comunità che risiedono sui due versanti del fiume mwygOlona. L'attuale stemma rappresenta questa fusione: un ponte a cavallo del fiume mwywOlona separa la torre (simbolo del borgo di Castellanza) dall'albero di castagno (simbolo del borgo di Castegnate). Castellanza inizia ad attrarre realtà industriali grazie alla forte promozione di un suo cittadino, mwzaAntonio Bernocchi industriale nella moda tessile, che sarà uno dei maggiori mecenati della storia della città, che in sua memoria lo nominerà cittadino onorario e gli dedicherà la titolazione di una pubblica via. Ad inizio mwzqXX secolo la cittadina è ormai un affermato centro industriale, con numerosi opifici che richiamano manodopera anche dai paesi confinanti e non solo: la Pomini da attività artigianale si trasforma in grande industria con un nuovo stabilimento vicino alla stazione ferroviaria; sull'altro lato dei binari sorge nel mwzg1900 lo stabilimento chimico Ignazio Siles, che cambierà più volte nome sino a divenire nel mwzw1928 mw0aMontecatini, con vari ampliamenti; tra il mw0q1902 ed il mw0g1905 viene ricostruito ed ampliato il Cotonificio Cantoni mentre nel mw0w1904 è inaugurata la nuova centrale termoelettrica della "Società Lombarda". Nel mw1a1906 sorge la Tintoria Cerini.
Nel mw1gsecondo dopoguerra le attività industriali si moltiplicano, con la totale ricostruzione della mw1wMontecatini nei primi mw2aanni sessanta, che diviene mw2qMontedison, giungendo a dare lavoro a oltre 1200 operai, e la nascita della meccanica CRM (mw2g1950).
A Castellanza è stato aperto il primo mw3aipermercato in mw3qItalia, costruito dalla mw3gStanda-mw3wMontedison nel mw4a1971.
La crisi dell'industria causata dalla concorrenza dei paesi dell'mw4gEuropa orientale, iniziata negli mw4wanni settanta, mette in ginocchio il sistema industriale locale: chiudono i battenti la Manifattura Tosi (mw5a1973) ed il Cotonificio Cantoni (mw5q1984); la Pomini riduce gli occupati da 1016 a circa 200 e si trasferisce in un nuovo stabilimento in periferia, abbandonando quello vecchio che viene demolito negli mw5ganni novanta; la mw5wMontedison, spartita tra industrie minori, chiude progressivamente gli impianti sino a ridurre gli operai ad un centinaio. Ad oggi, eccettuate Pomini ed ex Montedison fortemente ridimensionate, le uniche industrie storiche ancora attive nelle loro antiche sedi sono la Cerini (ribattezzata PEPLOS) e la CRM.
Il 14 ottobre mw6q1991 nell'area dell'ex-cotonificio Cantoni viene insediata l'mw6gUniversità Carlo Cattaneo - LIUC, promossa dall'mw6wUnione Industriali della mw7aProvincia di Varese.
Simboli
Sullo stemma comunale, d'argento, sono raffigurati una mw7wtorre di rosso merlata alla guelfa ed un mw8aalbero di castagno separati da un fiume e collegati da un ponte a due campate che rappresenta l'unione dei due nuclei che hanno formato il comune: Castellanza simboleggiata dalla torre e Castegnate dal castagno. Lo scudo è ornato dagli mw8qornamenti esterni da Città.cite-ref-9[9] Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.
Onorificenze
Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Comune di Castellanza»
—
Regio Decreto 5 giugno 1910
Titolo di Città
—
Decreto del Presidente della Repubblica 4 gennaio 1974
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Architetture civili
Villa Brambilla
Ritenuta per lungo tempo opera di mwarmLeopold Pollack (1751-1806), Villa Brambilla è stata restituita dagli studicite-ref-13[13] al catalogo di mwargPietro Pestagalli (1751-1806).Il grande complesso ha forme severe e razionali, caratteristiche del gusto neoclassico e ripropone lo schema a "U", ricorrente nell'edilizia civile lombarda fin dal mwarkXVII secolo: il corpo centrale è arretrato rispetto all'ingresso e più alto rispetto ai corpi laterali delle ali avanzate per creare un effetto prospettico, che pone gli edifici allo stesso livello per chi li osserva dalla strada principale della città, già facente parte del tracciato della mwaroStrada statale 33 del Sempione. All'interno si trovano sale decorate con raffinati affreschi neoclassici, recentemente restaurati, ed una grande pala ottocentesca di 6 metri per 4 metri raffigurante il giuramento di mwarsPontida del pittore Giuseppe Castellani. Dal mwarw1921 è sede del municipio, acquistato dall'Amministrazione Comunale grazie all'apporto economico dei proprietari delle principali industrie cittadine (Soldini, mwar0Cantoni, Pomini e Binda).
Altro
Archeologia industriale
Università Carlo Cattaneo
Caratteristica per il recupero di edifici storici industriali è l'mwasoUniversità Carlo Cattaneo che ha riutilizzato gli edifici dell'ex-filatura Cantoni, in un'area coperta di mwass68 000 m², ed occupa anche un vasto parco aperto al pubblico di mwasw26 000 m² nel cuore della città. Il progetto di tale recupero è stato firmato dall'architetto mwas0Aldo Rossi.
Altro
Altre testimonianze di mwataarcheologia industriale a Castellanza sono:
• l'ex Cotonificio Cantoni, fondato nel 1845, riedificato nel 1902-1905 ed ampliato sino al 1930 (data a cui risalgono le costruzioni attuali) suddiviso in due parti: la monumentale filatura con gli edifici circostanti, già restaurata nel periodo 1989-1991 e ora sede della LIUC (in tutto il 60-70% circa degli edifici) e l'ex reparto tessitura, composto da una schiera di capannoni "shed" più alcuni altri edifici, abbandonato dal 1988 ed in stato di gravissimo degrado;
• l'ex Centrale Termoelettrica della Società "Lombarda", costruita nel 1904, che ha cessato l'attività nel 1961 ed è divenuta sede di uffici della società e centralina di smistamento ENEL, abbandonata dal 2004; in base alla bozza del PGT, è stata inserita nella lista dei beni storico-artistico-monumentale da tutelare e ne è previsto il restauro e il riutilizzo come albergo e residence;
• l'ex tintoria tessuti della Manifattura Tosi, fondata nel 1888, chiusa nel 1973 e demolita quasi completamente nel 1995-1996; l'unico grande capannone rimasto è divenuto sede, nel 2003, della Biblioteca e del Centro civico;
• l'ex candeggio della Manifattura Tosi, rilevato dopo il 1973 dall'opificio Castellanza & Borri ed ora abbandonato;
• l'ex Tintoria Cerini, dal 1958 inizia la produzione di nontessuto con la denominazione PEPLOS, cessa la sua attività nel 2015. In seguito viene demolita per lasciare posto a un supermercato di medie dimensioni e ai nuovi ambulatori della clinica Hamanitas Mater Domini;
Negli anni novanta è avvenuta la demolizione dell'ex stabilimento meccanico Pomini, risalente a inizio Novecento. L'intervento di recupero di edifici industriali dismessi che si affacciano lungo il fiume mwatgOlona, è ancora in corso nell'ambito di un programma di riqualificazione del lungofiume; tale programma ha avuto nuovo impulso dall'ex-sindaco Livio Frigoli nella seconda metà degli anni novanta. Nel novembre 2008, dall'Amministrazione Farisoglio è stata presentata una proposta di Piano Integrato di Intervento relativo all'ex centrale termoelettrica, che prevede il recupero dei due edifici storicamente rilevanti (29.000mwatk m²) come albergo, residence e centro congressi, e l'abbattimento degli altri stabili con destinazione a residenziale (15.000mwato m²) e verde pubblico (26.000mwats m²).
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Gli stranieri residenti nel comune, al 31 dicembre 2020, erano mwauu1 411, ovvero il 9,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-15[15]:
1. mwauwAlbania, 358
2. mwau4Cina, 142
3. mwavaRomania, 138
4. mwaviMarocco, 87
5. mwavqEcuador, 66
6. mwavyUcraina, 56
7. mwavgSenegal, 54
8. mwavoPeru, 49
9. mwavwTunisia, 40
10. mwav4Costa d'avorio, 33
Lingue e dialetti
Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto locale, un dialetto di transizione fra il mwawmbustocco ed il mwawqlegnanese. Come tutti i mwawudialetti lombardi occidentali, anche il bustocco ed il legnanese sono sostanzialmente mwawylingue romanze derivate dal mwawclatino aventi mwawgsubstrato mwawkceltico e mwawosuperstrato mwawslongobardocite-ref-cita-dizionario-legnanese-p29-16-0[16]. Alcuni studiosi vi hanno scorto tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'mwaxaantico ligure, anche se i dati sull'effettiva influenza di questo mwaxesostrato linguistico sono pochi e di varia interpretazionecite-ref-17[17]. L'influenza linguistica che ebbero i mwaxyCelti sulle parlate locali dell'Altomilanese fu cospicua, tanto che ancora oggi il dialetto legnanese e quello bustocco sono classificati come "mwaxcgalli-italici"cite-ref-18[18]. Fu però la mwaxwdominazione romana, che soppiantò quella celtica, a plasmare l'idioma locale parlato nell'Alto Milanese, tanto che il lessico e la grammatica di questo dialetto è di derivazione romanzacite-ref-cita-dizionario-legnanese-p29-16-1[16].
È degna di nota l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da mwayi-a), cadute in mwaymmilanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui mwayqquelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto a un "sostrato ligure"cite-ref-19[19]. Il fatto che nel mwaykdialetto bustocco essa sia più avanzata che nel dialetto legnanese deriverebbe invece da una maggiore influenza del mwayovernacolo di Milano su quello di Legnanocite-ref-20[20].
Istituzioni, enti e associazioni
Consorzio del fiume Olona
A Castellanza ha sede il mwazqconsorzio del fiume Olona. Fondato nel 1606, è il consorzio irriguo più antico d'Italiacite-ref-regione-21-0[21]. Ha l'obiettivo di gestire le acque del fiume mwazkOlona e di conservare e riqualificare gli ambienti fluviali circostanti.
Corpo Musicale Santa Cecilia
La banda cittadina ha le sue origini nel mwazw1904 su iniziativa di don Luigi Testori, un giovane assistente dell'Oratorio San Giuseppe che mise insieme alcuni ragazzi amanti della musica, e impartì loro i primi rudimenti di cultura musicale. Essa conta circa cinquanta musicisti.
Cultura
Istruzione
La prima scuola pubblica di Castellanza è quella costruita nel mwaaa1884 in via Cantoni, coesistente nello stesso edificio con la sede municipale e ampliata quando il comune si trasferì nel 1921 in Palazzo Brambilla. Dedicata ad mwaaeAlessandro Manzoni nel mwaai1954, venne trasformata in casa di riposo perché la nuova scuola primaria era stata costruita nel 1952 in via Veneto. Attualmente la scuola Alessandro Manzoni è stata spostata in via San Giovanni. Una seconda scuola primaria intitolata ad mwaamEdmondo De Amicis nacque nel mwaaq1923 a mwaauCastegnate. Ampliata nel 1958 fu quasi totalmente ristrutturata nel mwaay1973. Nel mwaac1955 si costruisce la scuola privata "Istituto mwaagMaria Ausiliatrice" in via Cardinal Ferrari (ampliata nel 1972). È presente inoltre un'altra scuola dell'Opera Nazionale Montessori "Nido Casa dei bambini Elementare "Maria Montessori" ". La scuola secondaria di primo grado "mwaakLeonardo Da Vinci", sita in via dei Platani, fu costruita nel 1963 e ampliata nel 1971.
Università
Museo d'arte moderna Pagani
È un parco e museo di arte moderna e contemporanea, in una cornice naturale di boschi difficile da trovare nelle immediate vicinanze di mwabiMilano. Conta 650 opere, tra cui molte testimonianze delle avanguardie storiche del Novecento. È un museo di respiro internazionale, fondato nel mwabm1957 ed inaugurato nel mwabq1965, e può essere certamente considerato il primo parco-museo sorto in Italia.
mwabyFuturismo, mwabcdadaismo e mwabgsurrealismo sono rappresentati da opere quali le sculture in marmo di mwabkJean Arp e di Alexander Arcipenko; i mosaici di Nadia e Fernand Leger, Gaston Chaissac, mwaboSonia Delaunay, mwabsMan Ray, Ettore Falchi, mwabwHans Richter; le sculture in legno, bronzo, acciaio, marmo di Jan Koblasa, Andrè Bloc, Christian Peschke, Mimuro Miizuma, Haruhiko Uasuda, Tomori Toyofuku, e ancora, opere di Messina, mwab0Pomodoro, Tavernari, mwab4Veronesi e dello stesso fondatore Enzo Pagani.
Media
Radio
Radio mwaciemittente radiofonica degli mwacmanni settanta è Radio ECO, trasmise sulla frequenza 99,500.
Eventi
Palio delle contrade
Si disputava tra le due contrade tradizionali di mwaccIn Su (Castellanza) e mwacgIn Giò (Castegnate). Iniziato negli ultimi mwackanni trenta, cimentava gli atleti delle due contrade, in incontri di calcio, corse di ciclismo, gare di atletica e marcia. I sostenitori delle due compagini seguivano le gare con grande passione che sconfinava spesso in baruffe molto accese. Sospeso per la guerra riprese alla fine degli anni quaranta per l'opera di alcuni appassionati primo fra tutti Ermanno Raimondi, giornalista e organizzatore sportivo, e si disputò per diversi anni sino alla scomparsa del suo animatore negli anni ottanta; riprese poi nel 1997 e in seguito saltuariamente sino ai primi anni del 2000.
Palio de la Castellantia
La prima edizione del palio di Castellanza è stata disputata il 5 e il 6 giugno 2010. La città è stata divisa in otto contrade - San Bernardo, San Carlo, San Giorgio, San Giovanni, San Giulio, San Simeone, Santa Liberata, Santo Stefano - che si ispirano alle chiese dei santi Giulio, Simeone, Stefano (campestre), Giorgio (campestre), Bernardo e alle due cappelle votive di San Carlo e Santa Liberata, presenti sul territorio e testimoniate in documenti storici del secolo XVI. La chiesa di San Giovanni evangelista è definita come diroccata e forse sconsacrata. Il palio di Castellanza non è una manifestazione agonistica. Il palio di Castellanza ha generato numerose polemiche a causa del suo ondivagare su periodi storici differenti senza alcun supporto provato in materia storico-culturale.
Infrastrutture e trasporti
Castellanza è attraversata dalla mwac8SS 33 del Sempione e dalla mwadaSS 527 Bustese; l'omonima uscita autostradale è posta sull'mwadeautostrada A8 "dei laghi".
La mwadmstazione di Castellanza, posta sulla mwadqferrovia Saronno-Novara, è servita da treni regionali svolti da mwaduTrenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwadyRegione Lombardia.
Fra il mwadg1880 e il mwadk1966 la città era servita dalla mwadotranvia Milano-Gallarate, gestita dalla mwadsSTIEcite-ref-22[22].
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1957 | 1989 | Giulio Moroni | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1989 | 1995 | Luigi Roveda | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1995 | 2004 | Livio Frigoli | Democratici per Castellanza | Sindaco | |
| 2004 | 2006 | Maria Grazia Ponti | lista civica Città viva | Sindaco | [ 23 ] |
| 2006 | 2006 | Giuliana Longhi | | Comm. pref. | |
| 2006 | 2016 | Fabrizio Farisoglio | lista civica Farisoglio sindaco | Sindaco | |
| 2016 | 2024 | Mirella Cerini | lista civica di centro-sinistra Partecipiamo | Sindaco | [ 24 ] |
| 2024 | 2025 | Cristina Borroni | | Vicesindaco f.f. | [ 25 ] |
| 2025 | in carica | Cristina Borroni | lista civica di centro-sinistra Partecipiamo | Sindaco | |
Sport
Società calcistica comunale è la mwafaCastellanzese; fondata nel mwafe1921 e attiva come mwafipolisportiva fino al mwafm1992, adotta i colori sociali mwafqnero e mwafuverde, mutuati dal mwafyVenezia (club di cui i soci fondatori erano ammiratori)cite-ref-26[26]. La sua storia si è lungamente dipanata nei campionati dilettantistici a carattere regionale: nella stagione 2018-2019 ha vinto il proprio girone di mwafsEccellenza, accedendo per la prima volta alla mwafwSerie D, di cui ha poi vinto il proprio turno playoff nel mwaf0campionato 2020-2021, senza però poi chiedere il ripescaggio nei professionisti.
Sede delle gare interne è lo stadio comunale Giovanni Provasi, impianto polisportivo sito in via Cadorna e inaugurato negli mwaf8anni 1930, intitolato alla memoria di una figura di spicco dello sport castellanzese (prima da ginnasta e poi da promotore delle attività ludiche in città).
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaggmwagkmwagoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwagsdemo.istat.it, mwagwISTAT.
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Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.castellanza.va.it.
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• mwawyportale della Valle Olona, su valleolona.com.
• mwawgmwawkArte Lombarda